Prime Esperienze
Il massaggio
18.05.2026 |
3.534 |
6
"«Non è esattamente questo che volevi?»
La stanza rimase immersa in un silenzio pesante..."
Marco non aveva mai confessato davvero quella fantasia ad alta voce.Per mesi l’aveva lasciata crescere dentro di sé: battute sporche sussurrate a letto, video mandati a tarda notte, fantasie dette a metà mentre Elisa rideva fingendo scandalo. Ma lui lo vedeva benissimo: certe parole la colpivano più di quanto volesse ammettere.
Quella sera lasciò il telefono davanti a lei mentre cenavano sul balcone.
«Cos’è?» chiese Elisa.
«Ti ho prenotato un massaggio per domani.»
Lei alzò un sopracciglio. «Da quando fai il fidanzato premuroso?»
Marco sorrise appena. «Da quando mi piace immaginarti mentre perdi il controllo.»
Elisa rise piano, ma quando aprì il profilo del massaggiatore il sorriso le rimase addosso più del previsto.
Alto. Fisico scolpito. Pelle scura. Sguardo sicuro.
E soprattutto: esattamente il tipo di uomo su cui avevano fantasticato decine di volte.
Elisa sollevò lentamente gli occhi verso Marco.
«Sei stato tu a scegliere lui, vero?»
Marco bevve un sorso di vino senza smettere di fissarla.
«Forse volevo vedere quanto diventavi porca solo guardando una foto.»
«Stronzo.»
Ma il rossore sulle sue guance diceva altro.
Quella notte Elisa dormì poco.
Continuava a ricordarsi lo sguardo di Marco mentre osservava quelle immagini. Uno sguardo famelico. Quasi ossessionato.
Come se non vedesse l’ora di mandare la sua donna tra le mani di un altro uomo solo per godersi la scena.
E la cosa peggiore era che questo la eccitava da morire.
⸻
Il giorno dopo arrivò al centro massaggi con il cuore troppo veloce.
Lo studio profumava di legno e oli caldi. Luci soffuse. Musica lenta.
Quando Malik le venne incontro, Elisa sentì immediatamente quella tensione sporca nello stomaco.
«Elisa?» chiese lui con voce calma e profonda.
«Sì.»
«Piacere, Malik.»
Le strinse la mano lentamente. Sicuro di sé. Tranquillo. Come un uomo abituato agli sguardi.
Lei si sentì improvvisamente nuda anche se era ancora vestita.
«Seguimi pure.»
La stanza era illuminata appena. Malik le indicò il lettino.
«Mettiti comoda. Ti lascio qualche minuto.»
Appena uscì, il telefono vibrò.
Marco.
Elisa sorrise già sapendo cosa voleva.
«Non iniziare», disse rispondendo alla videochiamata.
«Fammi vedere.»
Lei rise nervosamente. «Sei malato.»
«No. Sono ossessionato da te.»
Per un momento rimasero in silenzio.
Poi la porta si aprì.
Malik rientrò e notò subito il telefono acceso.
«Il tuo uomo?» chiese con un mezzo sorriso.
Elisa annuì, improvvisamente imbarazzata.
«Gli piace guardare?» domandò Malik con calma.
Marco sentì una scarica attraversargli il corpo.
Elisa abbassò lo sguardo mordendosi il labbro. «Forse un po’ troppo.»
Malik sorrise appena.
«Interessante.»
Il massaggio iniziò lentamente. Mani calde. Movimenti lenti e sicuri.
Elisa cercava di respirare normalmente, ma sapere che Marco la stava guardando cambiava tutto.
«Ti piace vedermi così?» sussurrò lei guardando la videocamera.
Marco abbassò la voce.
«Mi fai impazzire… sembri una troia che aspetta solo il permesso di lasciarsi andare.»
Elisa sentì un brivido correrle lungo la schiena.
«Magari è colpa tua.»
Malik continuava il massaggio senza dire nulla, ma il mezzo sorriso sulle sue labbra mostrava chiaramente che aveva capito tutto.
«Respira», disse piano.
Marco rise sottovoce. «Adesso obbedisci pure a lui?»
Elisa chiuse gli occhi un istante.
«Forse mi piace essere guardata mentre perdo la testa.»
Quelle parole distrussero completamente il controllo di Marco.
Prese le chiavi immediatamente.
«Resta lì.»
«Marco…»
«Sto arrivando. E voglio trovarti esattamente così.»
⸻
Quando arrivò allo studio, il cuore gli martellava nel petto.
Elisa era seduta sul bordo del lettino, i capelli leggermente spettinati, lo sguardo acceso e sporco di desiderio.
Malik invece era appoggiato al muro con assoluta tranquillità.
Come se avesse previsto tutto dall’inizio.
«Quindi era tutto vero», disse Elisa guardando Marco entrare.
Lui si avvicinò lentamente.
«Tu invece?» chiese. «Sei ancora sicura di voler fare la brava ragazza?»
Elisa rise nervosamente.
«Con te è impossibile.»
Malik prese il telefono e lo sollevò con naturalezza.
«Direi che a questo punto mi sono guadagnato il ruolo di cameraman.»
Elisa scoppiò a ridere incredula.
«Siamo completamente fuori di testa.»
Marco le prese il viso tra le mani guardandola fisso negli occhi.
«Sì. Ma dimmi la verità…»
Le sfiorò lentamente il labbro inferiore col pollice.
«Non è esattamente questo che volevi?»
La stanza rimase immersa in un silenzio pesante.
Malik teneva il telefono in mano con calma assoluta, muovendosi lentamente intorno a loro mentre riprendeva ogni sguardo, ogni respiro trattenuto, ogni sorriso sporco.
Marco non riusciva più a staccare gli occhi da Elisa.
Sembrava diversa.
Più rossa in viso. Più nervosa. Più viva.
«Guardati…» disse lui sottovoce avvicinandosi ancora. «Ti basta essere osservata per diventare una piccola porca.»
Elisa rise nervosamente, ma abbassò subito lo sguardo.
«Smettila…»
«No.» Marco le prese il mento obbligandola a guardarlo. «Voglio sentirtelo dire.»
Malik rimase in silenzio dietro la videocamera, ma il sorriso sulle sue labbra tradiva quanto si stesse divertendo.
Elisa inspirò lentamente.
«Mi piace…»
Marco si avvicinò ancora.
«Più forte.»
Lei chiuse gli occhi per un secondo, poi sorrise con aria provocante.
«Mi piace quando mi guardi così.»
Marco lasciò uscire una risata bassa.
«Brava ragazza… o forse no.»
Malik si mosse appena intorno a loro per riprenderli meglio.
«Sapete che siete pericolosi insieme?» disse tranquillo.
Elisa scoppiò a ridere per la tensione.
«Non doveva andare così.»
«E invece eccoti qui,» rispose Marco. «Tutta agitata… solo perché un altro uomo ti stava toccando mentre io guardavo.»
«Sei uno stronzo.»
«E tu sei una troia quando ti ecciti.»
Elisa sentì un altro brivido attraversarla.
Ma ormai non stava più fingendo indignazione.
Anzi.
Si avvicinò lei stavolta, mordendosi il labbro mentre Malik continuava a filmare la scena.
«Allora guardami bene,» sussurrò. «Perché questa follia l’hai voluta tu.»
Marco sorrise in un modo che Elisa non gli aveva mai visto prima.
Più oscuro. Più possessivo.
Più affamato.
Malik abbassò leggermente il telefono osservandoli per un istante.
«Perfetto,» disse con calma. «Adesso sì che sembra un vero video proibito.»
E fu proprio in quel momento che Elisa capì di aver smesso completamente di sentirsi “la ragazza tranquilla”.
Perché ormai si stava divertendo troppo per tornare indietro.
E quella notte nessuno dei tre avrebbe più dimenticato fino a dove si erano spinti
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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